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Fino a oggi l’Italia, insieme a molti altri, si è fatta trascinare dai produttori di tecnologia. Al…
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- Pagine: 320, Copertina flessibile, Feltrinelli
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Fino ad oggi l'Italia, insieme a molti altri paesi, si è fatta trascinare dai produttori di tecnolo…
Fino a oggi l’Italia, insieme a molti altri, si è fatta trascinare dai produttori di tecnologia. All’inizio dell’epoca della rete siamornstati sedotti da servizi attraenti e apparentemente gratuiti. Poi è nato un mondo nuovo, tutto di proprietà delle big tech,rnpieno di opportunità ma anche carico di distorsioni potenzialmente fatali per la democrazia. Controllo dell’informazione erncontrollo dei dati degli utenti: a stravolgere i pesi e i contrappesi su cui è basata la democrazia non sono la tecnologia nérnil web, ma il modo in cui questi strumenti vengono manipolati da enormi concentrazioni di potere economico. La battagliarnnon è finita. Anzi, è appena cominciata. Abbiamo tre montagne da scalare: capire dove va la tecnologia, concordarernregole minime per una sorveglianza democratica, ripristinare i meccanismi antitrust per smontare i nuovi monopoli.rnL’Europa ha la volontà politica di andare avanti ma non ha la forza. Gli Stati Uniti hanno la forza ma non riescono arnesprimere una volontà politica. Intanto la Cina di Xi Jinping affronta il problema mettendo la museruola ai grandi capitalistirndell’economia digitale: non per liberalizzare ma per rendere il suo potere autoritario ancor più assoluto e, nei suoi auspici,rnirreversibile.rnSe il mantenimento dell’ordine e la sorveglianza sociale verranno affidati alle macchine, se in un mondo di droni killer, armirnbiologiche e pandemie vedranno nello Stato soprattutto il titolare del monopolio della violenza legale, allora ribellarsi nellerndittature sarà sempre più difficile. Mentre le democrazie faranno sempre più fatica a difendere gli spazi di libertà. Nonrnpossiamo permetterci di cedere alla logica che vede nella presunta saggezza dell’algoritmo il fattore che rende obsoletornil dibattito democratico. È questa la sfida che abbiamo davanti, la deriva che dobbiamo arrestare. Non respingendo larntecnologia ma governandola.