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Secondo la bella definizione di Dumézil, i Romani erano "giuristi per vocazione"". A partire da un …
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- Pagine: 231, Copertina flessibile, Il Mulino
Secondo la bella definizione di Dumézil, i Romani erano "giuristi per vocazione"". A partire da un originale approccio antropologico, il volume vuole mostrare che il ius costituisce la più importante produzione culturale romana: una forma mentis che struttura il tempo, lo spazio, il linguaggio retorico, la letteratura, l'iconografia, le emozioni stesse. La prima parte, ""Religione e diritto"", affronta temi di carattere generale, ricostruendo attraverso un ampio ventaglio di fonti il senso che i Romani davano ai termini fas e ius e a personificazioni come Fides, Iustitia, Aequitas. Nella seconda parte, ""Il ius in azione"", si entra in quello che da Frazer a Lévi-Strauss è stato il terreno privilegiato dell'antropologia: i rapporti di parentela, colti qui nelle fonti giuridiche e nelle controversie retoriche."