Curioso poemetto che narra l'invenzione dei Maccheroni da parte di Pulcinella. L'occasione della composizione, come indicato nella dedica dell'editore a Girolamo Savorgnan, sono i festeggiamenti relativi ad un'altra specialità gastronomica, la Festa de' Gnocchi a Verona, che dal 1531 si celebrava l'ultimo venerdì di quaresima (da cui il nome di Venerdì gnoccolàr). Nel poemetto i maccheroni sono presentati come una sana alternativa a ?zucchetti, fricassee, torte, pastiglie?, se ne sottolinea l'evoluzione che da pasta arrotolata a mano ?ora gli spreme il torchio, e in più di dodici / fogge diverse ogni convito beano?, se ne vanta l'esportazione in tutto il mondo (?Puglie e Liguria vi diran se approdici / Legno stranier da tutto il vasto Oceano, / che, abbandonando le riviere Italiche, / con questa merce in sen non lo rivaliche?: già allora le eccellenze gastronomiche italiane conquistavano il mercato? ). E allora, conclude, ?Muojan le droghe, che di vita privano, / e i Maccheroni eternamente vivano? Numero di tavole: 0 pp.19,(1) altezza 21 larghezza 15 Legatura muta cartonata alla rustica con cartoncino marmorizzato: ampie spelature ai piatti, notazioni di catalogazione al piatto anteriore. Carte leggermente brunite con sparse fioriture e piccoli strappi al margine esterno; cc A2-A3 parzialmente slegate; mancanza all'angolo inferiore esterno di A2