In-8°, legatura coeva in mezza tela e punte, con la brossura originale applicata al piatto anteriore; pp. XV(1)-484. Alcune tavole in nero fuori testo; alla fine un Indice dei nomi. Da p. 417 alla fine le carte sono rinforzate al margine interno, in fase di legatura. Nel complesso ottimo stato di conservazione. Adriano CECIONI (Fontebuona, 1836 - Firenze, 1886) è stato scultore, pittore e critico d'arte. Studiò presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze, allievo dello scultore Aristodemo Costoli, e nel 1859 si arruolò come bersagliere nella seconda guerra d'indipendenza. Tornato a Firenze l'anno successivo partecipa senza successo a un concorso bandito da Bettino Ricasoli per la realizzazione di una statua di Carlo Alberto da erigere in Piazza Santa Maria Novella, e si avvicina al movimento artistico dei macchiaioli, di cui è considerato il teorico e l'animatore, legandosi molto a Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca e Cristiano Banti. Nel 1863 si aggiudica una borsa di studio dell'Accademia fiorentina e si trasferisce a Portici, dando vita alla cosiddetta Scuola di Resìna insieme a Giuseppe De Nittis, Marco De Gregorio e Federico Rossano, che ha l'intento di integrare le istanze macchiaiole con il naturalismo della scuola napoletana. Nel 1870 si trasferisce a Parigi dall'amico Giuseppe De Nittis dove, contrariamente al collega, non riesce ad adattarsi alla superficialità e all'estremo nazionalismo del mondo artistico parigino, nonostante i consensi riscossi al Salon del Louvre con Bambino col gallo; così lo stesso anno ritorna a Firenze, rompendo ogni rapporto con De Nittis. Le difficoltà economiche e la morte di una figlia accrescono la sua naturale inquietudine e, tra il 1871 e il 1872, si sposta tra Parigi e Londra, dove lavora come caricaturista per il periodico Vanity Fair, tornando a Firenze nel 1873, anno nel quale collabora con Diego Martelli e Telemaco Signorini alla pubblicazione de Il Giornale artistico, periodico progressista di belle arti, scientifico e letterario. Nel 1880 partecipa all'Esposizione nazionale di belle arti di Torino con La Madre, riscuotendo valutazioni contrastanti.