Claude Cahun Photographe 1894 - 1954. MuséE D'art Moderne De La Ville De Paris. Aa.Vv. Fotografia

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Claude Cahun Photographe 1894 - 1954. MuséE D'art Moderne De La Ville De Paris. Aa.Vv. Fotografia

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In-4°, pp. 170 interamente illustrate da illustrazioni fotografiche, in fondo il catalogo ragionato…

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Claude Cahun Photographe 1894 - 1954. MuséE D'art Moderne De La Ville De Paris. Aa.Vv. Fotografia

In-4°, pp. 170 interamente illustrate da illustrazioni fotografiche, in fondo il catalogo ragionato del fotografo, brossura editoriale illustrata. Nata Lucy Renée Mathilde Schwob, e nota con il suo pseudonimo, Claude Cahun è stata un’artista (scrittrice e fotografa), che ha agito tra le due guerre mondiali del Novecento, esprimendo una personalità forte e vigorosa. La fotografia androgina di Claude Cahun non ha mai temuto di esprimere l’amore al tempo dell’amore lesbico negato: in momenti storici e sociali durante i quali la forza esaltante dell’omosessualità (femminile e maschile) spaventava fino a terrorizzare il pensiero comune. Ovvero, in un clima entro il quale desiderare l’eguale a te (al tuo stesso sesso) era considerato peccato supremo. Invece, e al contrario, in anticipo su pensieri che sarebbero maturati dopo, molto dopo (ma, forse, non sono ancora maturati del tutto), l’amore lesbico di Claude Cahun, non relegato nell’intimo, ma proclamato e manifestato con la sua opera fotografica, affermò la libertà della salute sessuale e acquistò un’eccezionale carica di verità. L’amore lesbico, come ogni forma di amore autentico, è il tentativo di vivere ciò che il corpo esige. Il corpo parla. Gli autoritratti di Claude Cahun implicano la conoscenza dell’edonismo materialista, che si ritaglia in un reale totalmente privo di sacro; l’autoironia diventa liberazione di rabbie, trasgressioni, sregolatezze, che si fanno amore di sé e per l’altra/o. Anzitutto, la sua fotografia è confessione di un corpo sognato (ermafrodito, androgino, dandy), e al contempo l’espressione compiuta di una vitalità che le permette di raggiungere stati sublimi, in fotografia come in amore.